Cellatica tra storia e sentimento


i luoghi di sepoltura a Cellatica

 

La creazione di un luogo dedicato alle sepolture e' indice della nascita e del consolidamento di una comunita'.
Cosi' e' accaduto anche per Cellatica, come da tradizione nel mondo cristiano, i cimiteri sono sempre stati ubicati accanto ad un luogo di culto o nelle stesse chiese o monasteri.
La sepoltura in un luogo dove erano inumati dei santi o persone comunque ritenute tali era particolarmente ambita: in epoca medioevale era credenza che Lultimo giorno i santi sarebbero risorti ed ascesi al cielo per primi e l'essere sepolti accanto a loro o in luogo sacro avrebbe agevolato questo passaggio in quanto nella loro ascesa al cielo avrebbero trascinato anche chi era loro vicino.
Secondo alcune tradizioni orali, prima del suo uso ufficiale come cimitero, l'area adiacente la chiesa di San Rocco e' stata utilizzata come luogo di sepoltura in occasione di epidemie di peste; non vi sono purtroppo documenti scritti che lo confer-mino, ma le tradizioni orali hanno solitamente un fondo di verita'. Va ricordato comunque che questo luogo fu effettivamente usato per sepolture della famiglia Sala prima della costruzione del cimitero napoleonico; una lapide lo ricorda.
Da alcuni documenti notarili sei-settecente-schi risulta che nei terreni in zona Brusati esistesse una fossa, che si presume comune; poiche' a Cel-latica non risulta dai documenti piu' antichi che la antica famiglia Brusati abbia avuto proprieta', si puo' ipotizzare che questo toponimo derivi proprio dalla sepoltura contemporanea di molte persone, bruciate forse in occasione delle incursioni di Ni-colo' Piccinino che nel 1438-1439 oltre ad assediare Brescia mise a ferro e fuoco anche Cellatica, oppure cadaveri arsi perche' vittime di epidemie.

 

I CIMITERI ANTICHI

Il primo cimitero del quale ci sono fonti scritte certe era situato accanto alla chiesa parrocchiale (sia all'attuale che a quella esistente prima del 1610) ed era adiacente la navata di sinistra occupando anche parte dell'area dove attualmente si trova la grande scalinata in pietra di Sarnico costruita nel 1828. Il livello del terreno era anzi superiore a quello attuale e, uscendo dalla porta della navata sinistra, si accedeva direttamente al sagrato ed al cimitero dove, tra l'altro, crescevano viti ed altri alberi fatti successivamente estirpare in base alle istruzioni emanate con la visita pastorale del 1580.
Il cimitero confinava con il palazzo Caravaggi e con il tratto iniziale della contrada San Bartolomeo, attuale via Magenta (il cambio del nome e' avvenuto solo dopo l'Unita' d'Italia) e con la strada che porta al rione Terra (il cui nome, dall'epoca medioevale e fino a quella austriaca, era contrada delle Fontanelle).
L'area situata intorno alla chiesa era denominata contrada della Piazza ed in effetti, confinante con il cimitero ed il palazzo Caravaggi vi era una piccola piazza (di dimensioni molto piu' modeste dell'attuale) da cui, attraverso una scalinata, si accedeva al cimitero ed al sagrato dove era situata una croce eretta dopo la visita pastorale del vescovo Marino Giovanni Giorgi del 1670. Al sagrato si accedeva anche da una seconda scala situata accanto alla torre campanaria costruita nel 1650.
Si trattava certo di un cimitero di dimensioni abbastanza modeste (l'insufficienza dell'area cimi-teriale e' stata un problema costante della comunita' dal XVI al XIX secolo come risulta dalle relazioni delle visite pastorali), anche se nel 1610 Cellatica aveva solo 600 abitanti. Le periodiche epidemie causavano a volte incisive variazioni del numero della popolazione, oltre a qualche trasferimento dalla citta' alla campagna. Lo stesso vescovo Domenico Bollani, in occasione della peste del 1576-1577, lascio' Brescia e si trasferi' prima a Sant'Eufemia e poi a Cellatica.
Con l'aumento della popolazione aumentavano i problemi di spazio e gli inconvenienti causau'ti dal fatto che le sepolture non avvenivano a due metri di profondita' come ai nostri giorni, quindi i disagi per la casa Caravaggi (nel frattempo passata alla famiglia Sala) diventavano intollerabili per i cattivi odori emanati dal cimitero nella stagione calda e, in caso di piogge torrenziali, per l'affioramento di cadaveri in decomposizione.
Nel 1773 Marsilio Sala, proprietario dell'antica dimora Caravaggi, si rivolse alle autorita' venete in Brescia che inviarono la seguente lettera ai reggenti della comunita' di Cellatica:
Spettabili
Abbiamo, come netti anni passati agl'incontri di curazioni de' sepolcri di codesta Parochiale, e Cemiterio di essa siano state riposte le materie nette circonferenze detta casa del nob. Sig. Marsilio Sala, per cui resisi promontori di tali materie all'intorno dette muraglie d'essa casa, massime verso il Cemiterio sudetto, vengono queste ad otturarne gran parte dette stanze nel piano dette medesime, ed a renderne tummefate, ed insalubri le stanze stesse, oltre il grave pregiudizio delfettore, che massime in tempi di pioggia ne ridonda a quell'abitato.
Contrario pero' il tenuto contegno, ed il disordine agli riguardi importanti di sanita', siete ricercati voi Sindici, e Reggenti, per espresso comando ancora di quest'Eccellentissimi Rettori al pronto lievo di tali materie, e terreno, sicche' venga a ridursi libero il piano per tutta la circonferenza della surriferita Casa, come era in passato, e prima della riposizione delle materie surriferite.
Ad ogetto pero', che il tutto venga immancabilmente, e sollecitamente eseguito, e che il precitato Cemitero sia ridotto in quel sistema, che le Leggi di Sanita' prescrivono, fara' degl'incarichi peculiari di V.V. Spettabilita' l'attendere, ed eseguire nel proposito quanto vi sara' ingionto, et ordinato da cotesto Nob. Sig. Deputato all'Emergenze di Salute da Noi delegato nell'importante affare che si tratta, per la sopraintendenza, ed esecuzione nel particolare.
A Voi Reggenti pertanto commessone l'adempimento di quanto sopra, come ogni raggione, e Legge richiede, protestata vi resta insieme nella piu' valida forma l'esecuzione, altrimenti sara' il tutto da quest'Eccellentissime Rappresentanze, coll'intervento Nostro partecipato al Magistrato Eccellentissimo alla Sanita' della Dominante, per quei piu' validi compensi, che vagliano alla dovuta esecuzione delle Supreme di Lui Leggi in tale proposito, con che in attenzione dei riscontri della prestata ubbidienza, pasammo ad augurarvi ogni bene.
Brescia dall'Officio di Sanita' 11 Agosto 1773.
Di V.V. Spettabilita'
Affesionatissimi Li Proveditori alla Sanita'

In seguito a quell'ordine delle autorita' veneu'te vennero presi gli opportuni provvedimenti che, nell'arco di un paio d'anni, portarono alla decisiou'ne di spostare il cimitero e di vietare le sepolture all'interno della chiesa parrocchiale. Il giorno 5.2.1775 venne convocato dai sindici, Giacomo Corti e Francesco Damiotto, il Consiglio Generale della Comunita' di Cellatica al fine di nominare 3 persone delegate alla costruzione di un nuovo cimitero. Risultano eletti i signori Domenico Pietro- boni, Giovanni Bedussi e Antonio Bontempi, scelti tra 5 candidati. Nel verbale della riunione, redatto dal notaio Antonio Mondini, si leggono i nomi di coloro che vi parteciparono.
Adi' 5 Febraro 1775
In Christi Nomine e' convocato, ed insieme radunato il Consiglio Generale, nella Chiesa Parochiale di Cellatica, d'ordine e commissione de Sindici de abili per la fabrica del nuovo Cimiterio, attesa la riu'nunzia delli altri eletti, al qual Consiglio sono intervenuti come segue cioe':
Giacomo Corti, Sindico, Francesco Damiotto, Sindico, Domenico Corti, Geronimo Cereto, Pietro Tonolo, Giuseppe Bianchetti, Domenico Pietrobono, Giuseppe Fana, Giuseppe Bontempo, Bernardo Bontempo, Orazio Rossino, Giov Battista Balduzzo, Paolo Bontempo, Giuseppe Bedusso detto "Soffi" , Giov Battista Uberti, Antonio Bontempo detto "zoet" , Giorgio Cherubino, Giorgio Bontempo (poi cancellato), Giovan Maria Mariano, Cornino Tonolo, Giuseppe Tonolo ditto Melga, Giuseppe Bedusi ditto "Bove" , Francesco Marello detto "Pistolot", Benedetto Castrezzato, Domenico Picenni, Paolo Cereto q. Giovanni, Vincenzo Cherubino, Paolo Cereto q. Geronimo, Antonio Pietrobono, Giovanni Bedusi, Carlo Marello, Giovanni Tonolo, Geronimo Firmo, Marco Rigosa, Bartolomeo Castrezzato, Pietro Tonolo detto "Boni", Giacomo Luzzago, Tomaso Ceriino, Stefano Tonolo, Vincenzo Loda, Antonio Fana, Carlo Corti, Pietro Bedusi, Francesco Marello q. Benedetto, Antonio Bolpagno, Antonio Bontempo q. Giov. Maria, Carlo Fana, Giorgio Frassine, Antonio Mondino, Giuseppe Zanetti, Geronimo Pietrobono
Li nominati sono videlicet (cioe')
Eletto: Domenico Pietrobono con affermative n. 42 e negative n. 7
Eletto: Giovanni Bedusi con affermative n. 39 e negative n. 10
Pietro Bontempo f di Antonio con affermative n. 23 e negative n. 27
Eletto: Antonio Bontempo q. Giov. Maria con affermative n. 31 e negative n. 18
Cornino Frassine q. Giovanni con affermative n. 15 e negative n. 35
Antonio Mondino Notaro

Il giorno 22 febbraio 1775 si riuni' inoltre il consiglio degli Antichi Originari della comunita' di Cellatica, convocato dal console Antonio Pietroboni, al quale parteciparono 36 capi famiglia (che rappresentavano piu' dei due terzi degli aventi diritto al fine della validita' delle deliberazioni) i quali, oltre a confermare i tre delegati, decisero che il nuovo cimitero fosse costruito nell'orto della arciprebenda di Cellatica, e cioe' dall'altro lato della piazza come evidenziato dall'allegato disegno tracciato in base a quanto contenuto nei documenti (praticamente occupava parte della attuale piazza e venne inoltre deciso di vietare in futuro le sepolture in Chiesa, normalmente situate sotto il suo pavimento accedendovi tramite opportune botole. Chi poteva eventualmente esserne autorizzato doveva pagare una somma, decisa dalla Confraternita del Corpus Domini (fondata nel 1552), destinata a coprire le spese del nuovo cimitero.
Come si puo' verificare anche dai registri parrocchiali nel 1775 cessarono le sepolture in chiesa. Nella parrocchiale esistono ancora due pietre tombali: quella di Ludovico Caravaggi (1523-1569) di cui si e' gia' detto e quella di Marsilio Sala deceduto nel 1784; non vi e' dubbio tuttavia che l'attuale pavimento nasconda numerose tombe tra cui quelle dei membri delle Confraternite religiose o "Schole"  i cui beni vennero parzialmente confiscati nel peu'riodo napoleonico e totalmente dopo l'Unita' d'Italia.
Si riporta la trascrizione del verbale del 22 febbraio 1775

Adi' 22 Febraro 1775
In Christi Nomine fu convocato ed insieme radunato Il Consiglio degli Originari della Comunita' di Cellatica, more modo et loco solito ac servatis servandis per comando di Antonio Pietrobono Console attuale della medesima, premesso anche il suono della campana, et in omnibus iuxta solitum, quali radunati assendono al n. di 36 che sono piu' delli due terzi che sono soliti ad intervenire ai quali radunati e' sta' esposto da uno dei Sindici di formar ed erger un Cemiterio nel horto del Rev.do Arciprete (Giacomo Binetti) loco aponto destinato per riponer li morti, pero' si manda parte di dar ampia facolta' atti tre eletti per la erezione di una tal opera, e di far tutta quella spesa creduta da loro piu' necessaria per il di cui effetto dovera' la Comunita' corrispondere alli suddetti Scudi cinquanta per dar un tal principio; Onde chi tanto intende ponghi il suo voto nella Bussola Bianca qual e' Vaffermativa e chi non intende lo ponghi nella Rossa qual e' la negativa. Qual parte intesa e' sta' approvata con Voti affermativi n. 32 - negativi n. 4.
Parimente si manda parte che per l'avvenire non possa piu' alcuno rompere la Chiesa per ivi seppellirvi morti, ma che tutti siino sepolti nel Cimeterio e volendo qualcheduno esser sepolto nella sepoltura della Chiesa abbia da corrispondere quel tanto che verra' destinato da Confratelli della Veneranda Scuola del Corpus Domini qual emolumento destinato doverra' convertirsi in estinzione di quanto verra' speso nella erezione del Novo Cimiterio; e volendo contrafare alla parte stessa si da ampia facolta' a Sindici della Comunita' di far tutti quelli ricorsi necessarii per sostener tal parte; Qual ben intesa resta approvata con voti affermativi n. 34 e negativi n. 2.
Parimenti si manda altra parte che se qualcheduno o qualche Famiglia venissero in oppinione di voler far acquisto di quel Sepolcro in Chiesa si da ampia facolta' alli tre eletti della Fabbrica del Cimiterio di far in cio' quello fusse da loro creduto piu' proprio per il maggior vantaggio della Fabbrica del Cimiterio stesso e per maggior solievo de Contribuenti. Qual parte e' sta' approvata con voti affermativi n. 31 e negativi n. 5.
In fede Antonio Mondino nodaro ho scritto la presente in mancanza di Cancelliere

Anche il nuovo cimitero non era pero' destinato a durare a lungo. Era stato risolto il problema della casa di Marsilio Sala (ex casa dei Caravaggi), ma un cimitero situato proprio nel mezzo del centro storico non era opportuno dal punto di vista igienico e sanitario.
 

Cesare Bertulli - Fiorenza Marchesani Tonoli 

(continua)